Dott.ssa Chiara Bottura

INTRODUZIONE

Attualmente, noi viviamo in un' epoca caratterizzata da fatica, stress e tensioni che fanno ormai parte della nostra vita quotidiana. Sembra quindi impossibile concedere qualche pausa di rilassamento al nostro corpo e alla nostra mente. Eppure il Training Autogeno (T.A.) è stato studiato apposta per questo, e consente di raggiungere il totale rilassamento fisico e psichico, aiutandoci a ritrovare l'autostima, è un po' come un'isola su cui potete rifugiarvi quando avete bisogno di staccare la spina, di riprendere contatto con i vostri desideri, di liberarvi dallo stress; é un "metodo di autodistensione"; é una tecnica di rilassamento profondo che porta ad allontanarsi temporaneamente dalla realtà. Fuggire ogni tanto sull'isola è un modo per diventare più padroni di sé, che è la condizione indispensabile per sopportare e superare le tensione o per prendere decisioni importanti. La strada che porta su quest'isola è fatta, come vedremo, di facili esercizi che coinvolgono soprattutto il pensiero, come se, con il pensiero, faceste un massaggio al vostro corpo e alla vostra anima.

COS’E’ IL TRAINING AUTOGENO ?

Training significa allenamento costante e quotidiano
Autogeno significa “che si genera da sé”, che attinge alle risorse individuali di autoguarigione che è insita in ogni persona.
Quindi con Training Autogeno si intende un “allenamento autonomo e naturale”, e più precisamente esso è una tecnica di rilassamento e distensione psichica e somatica che permette di ridurre la tensione e di ripristinare uno stato di calma recuperando le energie e promuovendo un giusto equilibrio neuro-vegetativo.
Il metodo, molto versatile e facile da apprendere per chiunque, è stato elaborato dal neurologo J. H. Schulz nel 1932. I concetti basilari vennero esposti da Schulz nella sua descrizione sulla metodologia psicoanalitica e nella sua rielaborazione delle teorie sull’ipnosi. Nel particolare furono i lavori di Oskar Vogt ad attrarre l’attenzione di Schultz. Nei suoi studi fondamentali sull’ipnosi, Vogt segnalò come persone di una certa cultura e di buone capacità di critica fossero in grado di determinare la deconnessione propria dello stato ipnotico su se stesse e da sole, realizzando così uno stato di autoipnosi. Ciò che ad entrambi gli autori fu subito chiaro è che: “Se un individuo è in grado di porsi in uno stato di autoipnosi, può in questo modo realizzare una valida condizione di distensione, di calma, di recupero; trovandosi in una situazione particolarmente critica dal punto di vista fisico o psichico, sarebbe in grado, mediante la realizzazione di uno stato autoipnotico, di evitare che le eccitazioni possano raggiungere livelli tali da divenire dannose”. Il lavoro di  Schultz fu essenzialmente quello di predisporre un metodo che permettesse di raggiungere uno stato ipnotico senza che vi fosse bisogno di un’induzione di ipnosi, senza il ricorso alla suggestione (che al tempo era l’unico modo conosciuto di indurre uno stato di trance). Il Training Autogeno è così un metodo molto ben strutturato di autoipnosi accessibile a chiunque che cerca di ridurre gli effetti suggestivi e di fornire al paziente uno strumento che possa poi essere utilizzato in modo autonomo.
Schulz, in questi suoi studi, mise in rilievo un fenomeno naturale: l’ideoplasia. Egli ipotizzava che pensare di compiere un movimento generasse, dal punto di vista neurofisiologico, delle modificazioni elettriche a livello di neuroni, in corrispondenza del centro cerebrale interessato al movimento stesso. Tale fenomeno avviene, parzialmente anche a livello delle fibre nervose motorie dell’organo coinvolto. Analogamente, immaginare e rappresentarsi mentalmente stati di calma, di pesantezza, di calore, induce realmente, con opportuno allenamento, i suddetti stati.
Proprio in virtù di questo principio, con l’esecuzione del Training Autogeno è possibile apportare modifiche sostanziali e significative a livello di tutti gli organi e apparati. Dunque sono le nostre rappresentazioni mentali che provocano modificazioni a livello fisiologico.
Il risultato è che il Training Autogeno si basa su solide basi scientifiche. Tutto ciò che avviene nella fisiologia di che pratica il Training Autogeno può essere spiegato in modo assolutamente conforme alle più moderne acquisizioni della ricerca scientifica, in campo medico e neurofisiologico.

"Con l’allenamento sistematico agli esercizi di questa tecnica di autodistensione psichica e somatica è possibile smorzare, risolvere, eliminare sintomi disturbanti, mobilizzare attitudini interiori che non riuscivano a realizzarsi spontaneamente, smantellare resistenze che impedivano il ristabilirsi di equilibri funzionali alterati, trasferire dinamismi positivi negli strati più profondi della personalità, decondizionare situazioni patologiche anche da tempo stabilizzate. Il Training Autogeno non è soltanto un metodo che permette di raggiungere risultati terapeutici indiscutibili, ma anche un’impostazione teorica che consente il superamento di quello che Freud chiamava il ‘muro della biologia’. Con il Training Autogeno il rapporto psiche-soma è colto direttamente in atto nelle sue possibili correlazioni funzionali, consentendo di individuare i punti di contatto tra il mondo dei conflitti e il soma." J.H. Schultz

 

 

Training Autogeno

Corsi di Training Autogeno

- Vaprio d'Adda (Mi),
29 Marzo 2010

- Sesto San Giovanni (Mi),
Da definire

- Cormano (Mi),
Da definire

- Cassano d'Adda (Mi),
31 Marzo 2010

- Treviglio (Bg),
29 Marzo 2010

- Canonica d'Adda (Bg),
1 Aprile 2010